“Uno di sessanta”

Un ritratto crudo e intenso della sessantesima stagione del Petrarca Rugby.
Svelare l’anima di una squadra e scoprire che la partita è solo un momento della sua vita.Il volume ha le seguenti caratteristiche:Ideazione e fotografie: Stefano Zardini con la collaborazione fotografica di Elena Barbini testi di Giorgio Sbrocco.ed. Anemos- formato cm. 22 base x 33 h.- 208 pagine- legatura in brossura filorefe- copertina con sovrastampa a caldo più sovracoperta.

 

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Nel sessantesimo anniversario della fondazione del Petrarca Rugby Padova, l’obiettivo di Stefano Zardini e la penna di Giorgio Sbrocco raccontano, con l’occhio allenato, sensibile e attento del fotoreporter di razza, unito al linguaggio asciutto e diretto del cronista informato e partecipe, tutto quanto di rilevante e di peculiare, spesso di poco noto, accade nel corso di un anno di sport  ovale vissuto al fianco di giocatori, tifosi e staff di una delle società storiche del rugby italiano.
L’obiettivo del neofita Zardini, il cui sano ardore documentaristico è testimonianza palese di amore a prima vista con lo sport della palla ovale, si sofferma, incantato, davanti ai misteri dello spogliatoio prima, durante dopo la gara, immortala momenti di reclamata solitudine che, per incanto, generano esplosioni di fratellanza e di festante condivisione. Il suo occhio fruga profili sofferenti e sorrisi radiosi, abbracci e colpi proibiti, placcaggi devastanti e strette di mano, ascensioni verso il cielo e il ringhiante affrontarsi delle prime linee.

 

Uno di sessanta” offre al lettore e al cultore di sport, anche non necessariamente ovale, un “dietro le quinte” unico nel suo genere, in cui vittorie e sconfitte si tengono per mano e si sovrappongono fino ad  amalgamarsi, in un unicum irripetibile fatto di ruvidità solo in apparenza incontrollate e di rapporti umani solidi come l’acciaio.
Con il corollario di impatti devastanti e in nome di una feroce contrapposizione fisica. Il tutto nel segno di una lealtà perfettamente metabolizzata, elevata al rango di  tratto distintivo del comportamento sul campo.

 

“Uno di sessanta” è anche, e soprattutto, scoperta del “non conosciuto”, perché apre porte che  l’appassionato-spettatore-tifoso non avrebbe mai avuto occasione di varcare e regala al lettore un viaggio, dentro il rugby  che conta, all’insegna di una quotidianità fatta di mille piccoli e grandi momenti di dedizione assoluta: dal solitario e massacrante lavoro di preparazione fisica in palestra ai trasferimenti di gruppo, dal rito pre partita dentro lo  spogliatoio fino alla disarmante normalità del “terzo tempo”, dalle lacrime per la vittoria mancata al saluto deferente al pubblico amico, fino ai messaggi in codice dell’allenatore ai suoi ragazzi nel cuore della battaglia. Il tutto in un magistrale alternarsi, mai frenetico ma coinvolgente, fra dimensione pubblica e privata di uno sport  per certi versi ancora misterioso e arcano.
Ma nell’indagine di Zardini, coadiuvato dall’ottima Elena Barbini, e di Sbrocco, trova posto anche un forte richiamo alla tradizione, accuratamente documentata e orgogliosamente esibita nella sezione dedicata ai più giovani.

 

Le immagini del torneo Pino Bottacin che, da 26 anni, ogni primo di maggio, raduna sul campo centinaia di bambini in nome di una competitività che non è mai eccesso e di una voglia di primeggiare che è solo il distillato di  una sana voglia di vincere, rappresentano la più classica delle “conclusioni aperte” di un’opera che, nel tributare il doveroso omaggio a sessant’anni di sport, indica, con chiarezza quasi didascalica e tanto genuino entusiasmo, la strada maestra della continuità. Di un modo di intendere e di vivere il rugby  che pare quantomai appropriato definire: unico.