Petrarca rugby : un weekend vincente

Di Angelo Volpe

Foto di Corrado Villara

Gran bel weekend quello che si è appena concluso. La Prima squadra ha battuto Rovigo in Challenge Cup per 24-13. I cadetti di serie B hanno regolato il Rubano per 42-7.

Una domanda/riflessione. I derby vanno conteggiati tutti nel computo complessivo o si tiene conto solo di quelli disputati in campionato? In altre parole quello di sabato (Coppa europea) è il derby n. 127 oppure no? Dunque, quello del 29 ottobre sarà il 128.mo oppure il 127.mo? La questione è aperta. Secondo me un derby è un derby “a prescindere”, e quindi va a far cumulo complessivo negli scontri Petrarca-Rovigo.

 

Cominciamo dai ragazzi di Salvan & Monfeli. La vittoria con largo punteggio ottenuta sul campo di Rubano non deve trarre in inganno. La gara è stata combattutissima fino all’ultimo e il punteggio è diventato vistoso solo nella seconda metà della ripresa. Il Roccia non ha mai mollato un centimetro, pur manifestando un livello tecnico e atletico complessivamente inferiore. Splendida la gara del “vecchietto” terribile di Rubano, Simone Varroto (ieri tallonatore, solitamente pilone), che con tutti i suoi anni (poco meno di 40, se non erro) ha tenuto il campo egregiamente per tutti gli 80 minuti. Tra i migliori in campo.

I Cadetti petrarchini hanno faticato, ma sono venuti fuori alla distanza. Molti gli errori di handling che hanno frenato l’azione dei nostri. Ottima prova della mischia che ha dominato quella avversaria dall’inizio alla fine, conquistando ben due mete di punizione (mete tecniche). Sei in tutto le marcature a fine match, contro una subita. Domenica prossima 23 ottobre se la vedranno alla Guizza con i Caimani Rugby, formazione mantovana sotto l’egida di Viadana. Nello scorso campionato i Cadetti vinsero largamente in trasferta, per poi perdere inopinatamente in casa. Quindi qualche sassolino dalla scarpa c’è sicuramente da togliere. Intanto Rocco e Pietro si godranno il primo posto in classifica a punteggio pieno (tre vittorie su tre, con bonus).

 

La Prima squadra si è imposta nel derby con Rovigo, anche in questo caso dopo una lunga e difficile battaglia in campo. Una partita dai due volti. Un primo tempo di marca rossolblu (hanno chiuso in vantaggio 13-7) e un Petrarca che non riusciva a imporsi. Nel secondo la musica cambia da subito con un Petrarca più deciso e ordinato che prende uin mano la situazione e mette alle corde il Rovigo. Che va in affanno, annaspa e accentua la fallosità di gioco. Tant’è che l’arbitro gallese assegna ben due cartellini gialli (un placcaggio al collo e un antigioco per entrata laterale) quasi contemporaneamente, lasciando i rovigotti in 13. Il Petrarca non si lascia sfuggire l’occasione propizia e completa l’opera di demolizione degli avversari marcando punti preziosi ribaltando il punteggio. Il Rovigo non segna più, impegnato a difendersi, e la partita si conclude sul 24-13 (inappellabile il parziale petrarchino del secondo tempo: 17-0)..

Un match coriaceo, proprio come deve essere un derby. Che a prescindere se si giochi in campionato, in Coppa europa o nel torneo parrocchiale, rimane sempre un derby da giocare allo spasimo.

La mischia petrarchina ha trovato pane per i suoi denti e non si è visto il dominio assoluto come nel match con la Lazio della settimana precedente. D’altronde, ben altro era il livello dell’avversario. In ogni caso, da buon pilone “ignorante”, Romulo Acosta ha messo a segno la terza meta in tre match disputati finora. E scusate se è poco.

Venendo ai trequarti, ottima prestazione di Marco Capraro, entrato nella ripresa, al punto di meritarsi il premio Man of the match. Un vero ariete con un mix perfetto di forza e velocità. Ne hanno fatto le spese alcuni rossoblu, travolti impietosamente senza troppi complimenti. Primo fra tutti Matteo Ferro, che nonostante la sua mole (più o meno 190 cm per 120 kg) è stato spazzato via in percussione dal nostro Capraro. Continuando con i trequarti, un discorso a parte va fatto per i nuovi arrivati Ragusi e Bacchin. Ragusi è stato schierato estremo. Personalmente, dopo averlo visto giocare apertura, estremo e centro, mi azzarderei a dire che il meglio di sé lo esprima come centro. La mia è solo l’opinione di un non-tecnico, ma a mio avviso la sua spiccata tendenza a usare la fantasia e ad improvvisare giocate a volte geniali, mal si addice ad un ruolo d’ordine quasi matematico come può essere l’apertura. E più o meno lo stesso discorso vale con la maglia n. 15. Minor numero di palloni e quasi sempre da giocare in modo preordinato, lasciando poco all’inventiva. Forse come centro può dare maggior sfogo al suo estro e alla sua esplosività di gambe. Ripeto: si tratta di opinioni da appassionato, senza alcuna pretesa di competenza tecnica. Venendo a Bacchin, bisognerebbe che qualcuno gli levasse il mastice che sembra avere ben spalmato sulle mani e che gli impedisce di passare la palla a chicchessia. Con un po’ più di altruismo verso i suoi compagni di reparto e qualche palla passata al momento giusto, forse ci farebbe vedere grandissime cose. Per ora, cogliendo gli umori della tribuna, riesce a fare imprecare più di qualcuno quando si incaponisce a tenersi la palla ad ogni costo.

Ma questi sono aspetti di gioco che deve risolvere il coach Cavinato che non ha certo bisogno dei consigli di nessuno, nè tanto meno di quelli del sottoscritto. E a proposito di Cavinato, voglio qui riprendere un passaggio del suo intervento in conferenza stampa al termine del derby di sabato. Ha sottolineato con forza come, nel match di Challenge Cup, sia Rovigo che Petrarca abbiano schierato la miglior formazione possibile, al netto di infortunati e indisponibili. Un’osservazione molto pertinente e giusta, a ribadire il livello di serietà e attenzione con cui questo torneo europeo viene affrontato da entrambe le società. A differenza di altre passate situazioni in cui alcuni club hanno rimediato figuracce schierando i rincalzi contro formazioni di modesto livello. Un impegno di responsabilità e di serietà che continuerà nel prosieguo della Coppa, già contro Mogliano sabato prossimo alla Guizza e poi contro spagnoli e tedeschi a dicembre. Un discorso che si è allargato sul ruolo dell’Eccellenza nel panorama del movimento rugbystico italiano. Un ruolo che dovrebbe essere salvaguardato e valorizzato molto di più a livello federale, perchè vero bacino di formazione dei giocatori italiani. Così come fulcro della formazione di base rimangono i club che lavorano bene nel settore giovanile, formando e sfornando fior di giocatori che poi vengono assorbiti dalle franchigie. Ma la federazione, si sa, sono anni che dedica quasi tutte le risorse al cosiddetto “alto livello” trascurando il resto del movimento. In questa ottica assume grande importanza la volontà di onorare in pieno la Challenge Cup da parte di Petrarca e Rovigo. Per quello che può contare, sottoscrivo in assoluto le dichiarazioni di Cavinato.

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