PINO BOTTACIN: “DURI, DURI!”

Per la prima volta in 39 anni il Torneo Bottacin non avrà luogo. 

Per me, che negli anni ne ho saltati solo due, è una condizione particolare che rende ancora più estraneo questo tempo drammatico che stiamo vivendo.

Il Torneo è sempre stato per la nostra famiglia il modo migliore di ricordare il papà: riviverlo attraverso la passione per il rugby, lo sport che lui tanto amava. Percepire la grinta, gli sforzi e le emozioni che tutti, dai piccoli giocatori, agli allenatori, ai genitori, esprimevano agli impianti Geremia il primo maggio è senz’altro anche il modo che il papà, che di quello sport aveva fatto uno stile di vita, avrebbe più apprezzato.

Mi mancherà l’energia di quel giorno: la fanfara, le urla d’incoraggiamento, i pianti e la felicità dei bambini. Il: “ Speriamo non piova”.

Ma penso anche al Petrarca, e a tutti coloro che al Torneo ci lavoravano: a chi si trova ora nell’incertezza e nella difficoltà, se non nella sofferenza.

Non potendo dunque augurare “buon Bottacin a tutti”, il mio auspicio, rivolto in particolare ai piccoli giocatori, è quello di resistere e di trovare proprio nella passione per il rugby, che tanti valori e insegnamenti porta con sé, la forza per superare questo momento.

Il papà avrebbe detto: “Duri, duri!”.

Francesca Bottacin

 

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